Infezione nosocomiale da intervento chirurgico

Tribunale di Roma

La Sig.ra F. A. è stata ricoverata dal 14 al 19 luglio 2014 presso l’UOC di Senologica dove è sottoposta in data 15 luglio ad intervento chirurgico di Mastectomia skinsparing bilaterale (profilattica a destra) e biopsia linfonodo sentinella con linfoadenectomia ascellare sinistra e ricostruzione protesica bilaterale.
 
Dalla documentazione clinica esibita si rileva tra gli esami di routine preoperatoria test per la ricerca di anticorpi HCV che è risultato negativo e transaminasi AST/ALT e gammaGT che sono risultate nella norma. Dalla metà di novembre 2014 ha iniziato una terapia antivirale di associazione con Daclatasvir e Sofosbuvir. In data 27/11/14 risulta HCV RNA negativo (< 15 UI/ml) e transaminasi AST/ALT 30/45 (v.n. 7-45 UI/l).
 
All’EO l’addome è trattabile con organi ipocondriaci nei limiti. La sig.ra F. negava nei sei mesi precedenti ricovero fattori di rischio per epatiti virali a trasmissione parenterale o comportamenti sessuali a rischio.
La diagnosi di epatite acuta da HCV è documentata dalla contemporanea positività nell’ottobre 2014 del test di rilevazione degli anticorpi HCV (negativo nel luglio 2014) e della viremia di HCV, e dall’aumento dei valori di transaminasi AST/ALT dal mese di settembre (nella norma nel mese di luglio 2014).
 
Si ritiene verosimile la trasmissione di probabile natura iatrogena in ambito nosocomiale dell’infezione da HCV sofferta dalla Sig.ra A. F. Adito il Tribunale di Roma, alla stessa veniva corrisposto un lauto risarcimento.
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