Conseguenze fisiche e psichiche da complicanza post-chirurgica: risarcito il paziente

Tribunale di Roma
Il Sig. D.M.  veniva ricoverato presso il Policlinico di Roma per essere sottoposto in seguito, ad intervento chirurgico di “decompressione del canale vertebrale lombare L3-L4 e L4-L5”. Il sig. D. M. veniva dimesso con diagnosi di “stenosi canale vertebrale lombare L3-L4 e L4-L5”, prescrivendogli, nel contempo, convalescenza per un mese nonché apposite cure e terapie mediche.
Subito dopo il decorso post-operatorio, il sig. D. M. iniziava ad accusare dolori e diversi fastidi, nello specifico dovuti ad una trombosi venosa profonda post-intervento chirurgico alla vena poplitea sinistra, così come accertato dai Dott. ri. A tal proposito, pertanto, il sig. D.M. iniziava una cura con farmaci anticoagulanti nonché gli venivano prescritti esami ematochimici per valutare meglio il quadro clinico, esami che provvedeva ad eseguire.
Successivamente si recava per una visita di controllo presso il Dott.. Il sig. D. M. eseguiva una serie di accertamenti e nuovi esami ematochimici. Il Sig. D.M. successivamente veniva visitato nuovamente da parte del Dr., il quale, diagnosticava la persistenza della trombosi venosa profonda provocata dall’intervento chirurgico a cui era stato sottoposto.
Il sig. D. M. effettuava un ulteriore controllo presso il Dr.  laddove il ridetto specialista, a distanza di circa un anno dall’intervento chirurgico, prescriveva la sospensione della terapia anticoagulante. Orbene, a seguito dell’intervento chirurgico a cui l’esponente si è sottoposto  presso il Policlinico di Roma, lo stesso ha riportato una grave patologia invalidante determinata dalla trombosi venosa, malattia che ha prodotto non solo dolori fisici ma anche soprattutto ripercussioni sul piano psicologico.
Il lungo periodo caratterizzato da cure, visite, esami clinici e ripetuti controlli a cui è stato sottoposto, hanno prodotto nel sig. D. M. un profondo stato di stress, ansia ed insonnia, che lo hanno visto costretto ad assentarsi per un lungo tempo dal luogo di lavoro.  A seguito di tutto ciò, in considerazione della gravità delle conseguenze fisiche subite a causa dell’intervento chirurgico eseguito presso il ridetto nosocomio romano, il sig.  D. M. si rivolgeva allo scrivente studio legale il quale studio dopo una breve analisi incaricava un medico legale al fine di redigere una perizia atta ad accertare i postumi invalidanti subiti per quantificarne il relativo danno.
Lo specialista accertava le ridette infermità assegnando altresì un punteggio. Successivamente veniva incardinato il procedimento  presso il Tribunale di Roma, procedura conclusasi con esito positivo per il sig. D.M. per il quale abbiamo richiesto ed ottenuto il ristoro di tutti i danni patiti a causa delle gravi conseguenze prodottesi in seguito all’operazione chirurgica sopraindicata.
Danno funzionale permanente dopo intervento d’urgenza

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