Tribunale di Ravenna – Danni a seguito di intervento chirurgico
In data 16 aprile 2018, a seguito di un incidente automobilistico, la sig. C. A. veniva trasportata in ambulanza presso il Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di R. ove le veniva formulata la diagnosi di “Distorsione del rachide cervicale. Algie fianco sinistro”.
Persistendo il dolore dorsale, la sintomatologia progressivamente aumentava di intensità e, nonostante i numerosi e frequenti esami per immagini, visite specialistiche e terapie eseguite, la signorina C. era costretta a sottoporsi ad intervento neurochirurgico di “Laminectomia ed Artectomia L5/S1 da sinistra con posizionamento di Cage RM compatibile ”presso la Casa di Cura “.
La Sig.ra C.A. veniva dimessa nella mattinata, ma in serata presentava fuoriuscita di liquido sieroso con cefalea intensa in ortostasi dalla ferita chirugica, che la costringeva ad ulteriore ricovero presso Ospedale Civile per presunta fistola che verrà confermata da TAC di controllo il giorno successivo.
In corso di degenza, protrattasi, veniva posizionato un drenaggio liquorale spinale esterno in camera di degenza (ambiente non sterile), rimosso in seguito.
Durante la permanenza, la paziente presentava febbre, curata con somministrazione di antibiotico per una presunta cistite da catetere vescicale.
A causa di insonnia persistente e invalidante da dolore persistente, si sottoponeva ad una consulenza psicologica che consentiva di diagnosticare: “Reazione dell’adattamento con sintomi misti, depressione post intervento”.
Nonostante le terapie mediche e meccaniche prescritte nelle visite specialistiche espletate successivamente, la sig. C. A. ha una persistenza della citata sintomatologia dolorosa e depressiva. Rivoltasi al ns studio Legale abbiamo preso in mano il caso e dopo un attento parere medico per conoscerne le cause e la eventuale censurabilità professionale dei Sanitari che l’hanno avuta in cura, abbiamo appurato il nesso causale, ed abbiamo intrapreso il giudizio innanzi Tribunale di Ravenna, ed il Giudice ha riconosciuto la responsabilità medica con ulteriore aggravio di danno, atteso che la sig.ra C.A. era un operatore sanitario, che non potrà più svolgere per cui le veniva riconosciuto un lauto risarcimento del danno.