Omessa diagnosi di dissecazione aortica e decesso del paziente

Tribunale di Frosinone

 
La mattina del giorno 04/01/2017, a causa di un improvviso e lancinante dolore al petto seguito da perdita di coscienza, il sig. M. F. veniva trasportato d’urgenza dal Servizio 118 presso il Pronto Soccorso del P.O. , ove i medici di turno, effettuati i primi accertamenti, trattenevano il paziente in osservazione; al momento dell’accesso al Pronto Soccorso, la moglie N. S. riferiva, tra l’altro, che il marito era iperteso in trattamento farmacologico ed era portatore di una dilatazione dell’aorta ascendente.
 
Nell’occasione, il sig. M. veniva sottoposto ad ECG, a TC cerebrale senza contrasto ed a TC torace, ad ecografia addome completo, e RX diretta addome e ad esami emato-chimici, come da cartella clinica che si offre in comunicazione; veniva altresì espletata consulenza cardiologia da parte dei sanitari, il quale correttamente consigliava e prescriveva un esame “(…) Angio-TAC per valutazione aorta toraco-addominale”.
 
I sanitari preposti, tuttavia, rassicurando la sig.ra N. di aver già fatto “più del dovuto”, non sottoponevano il paziente agli accertamenti prescritti dal cardiologo, ritenendo l’Angio-TAC superflua e non necessaria. Alle ore 10:31 del giorno seguente (5.1.2017), il sig. M. veniva quindi dimesso con diagnosi di “Dolore toracico atipico con crisi prelipotimica” e prescrizione di terapia medica; eppure, il giorno successivo 06/01/2017 il sig. M. F. accusava ancora dolori all’addome ed alla gamba destra, con manifestazioni febbrili e temperature corporee che raggiungevano i 39 gradi.
 
La mattina del 07/01/2017, alle ore 08:00 circa, il sig. M. stante l’accentuarsi dei dolori, chiedeva alla moglie di accompagnarlo ad altro Pronto Soccorso. La sig.ra N. resasi conto della gravità della situazione, immediatamente si portava alla guida della propria autovettura dirigendosi con il marito presso il più vicino Pronto Soccorso del P.O., ma durante il tragitto, lo stesso sig. M., in estrema agonia, si accasciava tra i sedili anteriori; giunti al P.S. , il sig. M., ormai privo di conoscenza, seppur tempestivamente assistito da alcuni sanitari, entrava in coma e poco dopo (alle ore 09:25) decedeva.
 
I medici del P.S., nell’acquisire informazioni circa lo stato di salute del marito ed apprendendo, in particolare, della circostanza che solo due giorni prima lo stesso sig. M. era stato trattenuto in osservazione presso il P.S., non mancavano di palesare, basiti, la propria riprovazione rispetto alla decisione assunta dai sanitari del predetto Nosocomio di non sottoporre il paziente ad esame Angio-TAC, tra l’altro prescritto in sede di consulenza cardiologica.
 
Dopo diverse udienze, appurata la responsabilità della struttura Ospedaliera, venivano risarciti i congiunti e prole del defunto.
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